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Coronavirus e la crisi del settore musicale: le proposte portate avanti

Scritto da il Maggio 15, 2020

La crisi generata dal Coronavirus ha messo in difficoltà l’economia del nostro Paese, senza nessuna eccezione, travolgendo anche il mondo della musica. In base alle stime di Assomusica, negozi chiusi, concerti sospesi, grandi e piccoli eventi cancellati, calo nella vendita di cd e vinili, hanno causato una perdita di circa 600 milioni di euro per l’intero settore musicale.

Per questo, le principali associazioni che rappresentano l’intera filiera imprenditoriale della musica, quali AFI, Anem, Assomusica, FEM, FIMI e PMI, chiedono al Presidente del Consiglio Conte ed ai ministri Franceschini e Gualtieri una serie di interventi urgenti, sottolineando lo stato di crisi dell’intero settore che rischia di protrarsi per mesi, soprattutto per il blocco degli eventi.

Tra le proposte portate avanti dalle associazioni firmatarie, viene richiesto un aumento del fondo emergenza (Art.89- DL Cura Italia) a 200 milioni, un contributo a fondo perduto per colmare la chiusura delle imprese musicali a causa del lockdown, la sospensione delle tasse e dei contributi per le industrie del settore musicale per l’esercizio 2020, posticipando le contribuzioni con un meccanismo di rateizzazione pluriennale. Inoltre, viene chiesta l’estensione della durata dei voucher da 12 a minimo 18 mesi per i concerti annullati (art.88 DL Cura Italia), la creazione di un bonus cultura per le famiglie, estendendo l’attuale bonus previsto per i diciottenni, e, per ultima, ma non meno importante, la certezza sui tempi per la ripresa delle attività ai fini di un’efficace programmazione dei lavori.

È necessario che imprese e famiglie ricevano un grande supporto finanziario da parte delle istituzioni, ed è fondamentale agire in fretta per evitare il crollo di questo settore e il relativo aumento del tasso di disoccupazione.


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